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Notizie Nazionali

Garlasco. Il gup che ha assolto Stasi: non esiste prova certa del movente Nel dicembre scorso il giudice Stefano Vitielli seppure con formula dubitativa aveva scagionato il giovane

(16 marzo 2010) - Il gup di Vigevano Stefano Vitielli lo scorso dicembre aveva assolto con formula dubitativa Alberto Stasi dall'accusa di avere assassinato la sua fidanzata Chiara Poggi. Le motivazioni della sentenza che sono state rese note oggi rilevano che riguardo a un "possibile movente/occasione dell'omicidio da parte dell'attuale imputato, non emerge una congrua prova". Nelle carte redatte dal gup si legge anche nel valutare il quadro istruttorio ne emerge un quadro "contraddittorio ed altamente insufficiente" basandosi sulla "fondamentale regola probatoria e di giudizio dell'oltre ogni ragionevole dubbio". Il dubbio, a parere del gup, "non deve essere certo inteso come un mero dubbio possibile (...) quanto di una situazione finale di concreta incertezza che rimane, una volta esaminati tutti gli elementi processuali a disposizione, nel giudizio logico-probatorio di ascrivibilità del fatto all'imputato: il dubbio non è astratto o meramente immaginario ma diventa concreto e ragionevole, laddove si fondi appunto (come nel caso di specie) su evidenze processualmente emerse".

In conclusione per il giudice: "così rettamente intesa questa finale regola probatoria e di giudizio rappresenta non solo l'attuazione di fondamentali principi costituzionali ed un imprescindibile pilastro di uno stato liberl-democratico (nel senso più alto e nobile) ma anche e prima ancora un naturale richiamo etico per ogni uomo giusto e ragionevole".

Berlusconi indagato per concussione e minacce, gli ispettori oggi a Trani Sul registro compare anche il nome del segretario di Agcom, Giancarlo Innocenzi

(16 marzo 2010) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è indagato dalla procura della Repubblica di Trani non solo per concussione, ma anche per "violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario", il reato ipotizzato sarebbe stato compiuto ai danni dell'Autorità Garante per le comunicazioni. Sul registro degli indagati compare anche il nome del segretario di Agcom, Giancarlo Innocenzi, accusato di favoreggiamento in realazione alle dichiarazioni rilasciate davanti agli investigatori nelle quali ha negato di avere ricevuto pressioni per chiudere "Annozero". Indagato è anche il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, per avere rivelato il contenuto della sua audizione a Trani.

L'avvocato del premier Niccolò Ghedini ha poi commentato: "La tesi non è soltanto destituita di ogni fondamento in fatto ma è contraria al buon senso e a ogni possibile ipotesi contenuta nel codice. Che una simile contestazione sortisca proprio a pochi giorni dalle elezioni e con continue fughe di notizie, che non possono che provenire dall'interno, non sorprende ma vi dovrebbe essere un limite alla fantasia giuridica della magistratura. E' evidente che la competenza territoriale non può che essere della Procura di Roma ed è ovvio che tutti gli atti di indagini in corso sono in violazione di legge, così come è altrettanto evidente che se non si trattasse del presidente Berlusconi si sarebbe già addivenuti ad una immediata archiviazione".
Nel frattempo si terrà questo pomeriggio a Bari il primo incontro tra gli ispettori mandati dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano e il pm di Trani Michele Ruggiero, che assieme ad altri tre colleghi della procura indaga sul caso Rai-Agcom.


Reggio. Trovata la bimba di 5 anni: era con i genitori a Trieste Anna Giulia, 5 anni, era stata sottratta venerdì durante un colloquio con un operatore

(9 marzo 2010) - Nella notte si cono concluse le ricerche della piccola Anna Giulia, la bimba di cinque anni, sottratta dai genitori agli operatori sociali nella giornata di venerdì. I genitori e la bambina sono stati rintracciati a Trieste e riportati a Reggio.
Due anni fa era stata sospesa la potestà del padre Massimiliano Camparini, 40 anni, e della madre Gilda Fontana, 45, e il tribunale dei minori Bologna aveva nominato come tutore il Comune di Reggio Emilia. La bambina poteva incontrare i genitori solo due volte la settimana in presenza di un operatore dei servizi sociali. Nel corso della notte, dopo l'appello lanciato lunedì dalla forze dell'ordine e di cui vi riportiamo la cronaca qui sotto, il capo della Squadra mobile di Reggio, Antonio Turi, ha convinto la nonna della piccola a collaborare, e questa ha indicato la città di Trieste.

L'APPELLO DELLA POLIZIA DI IERI - E’ stato probabilmente un avventato colpo di testa quello che, venerdì pomeriggio, ha portato due genitori reggiani a sottrarre la loro figlioletta ai servizi sociali comunali ai quali era affidata: un colpo di testa che, giuridicamente, si traduce però nei reati di sottrazione di minore e di sequestro di persona, e che ha indotto il sostituto procuratore della Repubblica Valentina Salvia far diffondere ieri le foto della bimba, Anna Giulia Campani, 5 anni, del padre Massimo Camparini, 40 anni, della madre Gilda Fontana, 45 anni. Di loro, e dell’auto con la quale si sono allontanati, una Fiat Punto Grigia, da venerdì scorso si è perduta ogni traccia. "Sia chiaro - ha detto lunedì il dottor Antonio Turi, il capo della squadra mobile che dirige le ricerche , in atto in tutta Italia - che non pensiamo che la bambina sia in pericolo: è con i suoi genitori, ed è impensabile che la trattino male". Però, continua il ragionamento di Turi, hanno fatto una cosa sbagliata: il tribunale dei minori ha deciso che la bambina non poteva stare con loro, e ha avuto fondati motivi per farlo. I due genitori, con l’avvocato modenese Francesco Miraglia, si erano opposti all’affido, che probabilmente sarebbe continuato. Potevano vedere la bimba solo due volte alla settimana, e sempre alla presenza di un operatore dei servizi.
Uno di questi colloqui era in programma per le 14 di venerdì scorso, ed è stata in questa occasione che, approfittando di un momento di assenza dell’operatore, i due si sono presi la bambina, facilmente convinta ad andarsene via con loro. L’hanno vista salire sulla Punto, che si è allontanata velocemente. Nonostante l’allarme, l’auto non è stata ritrovata. La coppia abita a Villa Cella, e l’appartamento era vuoto ed è rimasto vuoto in tutti questi giorni. Il padre lavora come artigiano e non sembra possa avere una grande disponibilità finanziaria che è necessaria per una lunga fuga in altre parti d’Italia o del mondo. La nonna materna, unica parente rintracciata, ha intenzione di andare a “Chi l’ha visto”. Intanto la polizia invita chiunque abbia visto la bimba o i loro genitori, dopo il pomeriggio di venerdì scarso, a telefonare alle forze dell’ordine.


Via Poma, un giallo infinito: si uccide Vanacore, trovò il corpo di Simonetta Aveva un cartello con la scritta "20 anni di sofferenza e sospetti portano al suicidio"

(9 marzo 2010) - Via Poma, è un giallo che appare senza fine. Si è tolto la vita oggi Pietrino Vanacore, era il portiere dello stabile dove il 7 agosto del 1990 fu uccisa Simonetta Cesaroni. L'uomo si è tolto la vita nella notte tra lunedì e martedì a Marina di Torricella, in provincia di Taranto. Pietrino Vanacore è stato trovato cadavere sul corso di un torrente, in località Torre Ovo di Torricella, nel tarantino, dopo essersi passato una fune al collo ed essersi lasciato andare verso il corso d'acqua. Al collo aveva attaccato un cartello con la scritta "20 anni di sofferenza e sospetti portano al suicidio". Il 13 marzo prossimo Pietrino Vanacore avrebbe dovuto testimoniare nel processo contro Raniero Busco, all'epoca dei fatti fidanzato di Simonetta Cesaroni. Nel Novanta fu il portiere oggi suicida a trovare il corpo della ragazza, per questo venne coinvolto nelle indagini: prima arrestato, nel '93 prosciolto in Corte di Assise. Allora decise di lasciare Roma per tornare alla terra di origine.

C'è ancora una bocciatura dal Tar del Lazio: no alla lista del Pdl a Roma Il tribunale ha respinto la richiesta del Popolo delle libertà

(9 marzo 2010) - Il Tar del Lazio in una ordinanza ha respinto la richiesta del Popolo delle libertà che contestava la decisione presa dalla Corte d'Appello sulla esclusione della lista di Roma dalle elezioni regionali. I giudici hanno fissato per il 6 maggio prossimo la discussione nel merito sul ricorso avanzato dal Pdl. I giudici non sono entrati nel merito della questione decidendo solo sulla domanda di sospensione per l'esclusione della lista.
Per i giudici il decreto salva liste del governo non può essere applicato in quanto la regione Lazio ha dettato proprie disposizioni in tema elettorale esercitando le competenze date dalla Costituzione. Il Popolo delle libertà presenterà sicuramente un ricorso in Consiglio di Stato, lo ha fatto poi sapere il responsabile elettorale del Pdl Ignazio Abrignani. Per ora da parte del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non vi è stato nessun commento.



Elezioni regionali. Uno scontro tra il Pd e Di Pietro sul ruolo del Quirinale Il leader Pier Luigi Bersani replica dopo le dure critiche avanzate dall'alleato al Colle

(8 marzo 2010) - Lo ha detto il segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani a proposito del decreto, varato dal governo, e avallato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha riammesso alla competizione elettorale il Pdl e i suoi candidati governatori nelle regioni del Lazio e della Lombardia. "Noi sappiamo bene qual è il mestiere del presidente della Repubblica, e quali sono le sue prerogative. La responsabilità di questo decreto è totalmente del governo, e se non teniamo ben fermo questo punto viene meno ogni discorso ragionevole". Queste le parole del leader del Pd dopo i ripetuti attacchi nei confronti del Colle del capo dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro: "Sarebbe sbagliato dare occasione al centrodestra di nascondersi dietro al Quirinale", ha aggiunto ancora Bersani, che poi ha detto che le forze del centrosinistra stanno preparando una base comune per la manifestazione del 13.

Ma è stata comunque dura la replica di Antonio Di Pietro: "Gli amici del Pd, a cominciare da Bersani e Letta, abbiano il coraggio di riconoscere che il capo dello Stato ha avvallato con la sua firma un comportamento illegittimo e anticostituzionale del governo".

Scontri religiosi ed etnici: massacro in Nigeria, sono almeno 500 i morti E' questo il bilancio dell'ennesima strage registrata nello Stato del Plateau

(8 marzo 2010) - Una strage che si configura con almeno 500 morti. E' questo il bilancio dell'ennesimo massacro registrato nello Stato del Plateau, in Nigeria, per causa degli scontri religiosi. Nella zona, già in passato fomentata da scontri interetnici, sono state arrestate 95 persone. Il bagno di sangue è avvenuto a cavallo delle giornate di sabato e domenica, nel quadrante che si configura come un crocevia obbligato tra il Nord del paese africano, a maggioranza musulmana, e il Sud che è invece per larga parte cristiano. Solo nel mese di gennaio, a Jos, la capitale dello Stato, i morti erano stati circa 400. Il capo di Stato nigeriano ad interim Goodluck Jonathan ha dato l'ordine di mettere in stato d'allerta tutta la regione e di fermare i responsabili.


Festa della donna senza piazze o cortei, giù anche la mimosa La tradizionale cerimonia istituzionale si tiene al Quirinale

(8 marzo 2010) - La tradizionale cerimonia istituzionale si tiene al Quirinale, presenti il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e il ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna, quest'anno la Festa della donna si consuma tra tante attività e appuntamenti nelle varie città italiane, ma senza un punto di aggregazione a livello nazionale. Cioè, non ci sono manifestazioni, nessuna piazza occupata. La ricorrenze viene ricordata con più rilassanti cene in agriturismo o gite fuori porta, mentre tramonta anche lo storico simbolo della mimosa, che secondo gli osservatori sarebbe sempre meno gettonata. Anche un sondaggio del canale Virgilio Donne ha registrato che per il 61% il fiore giallo non è più il simbolo che rappresenta il gentilsesso.


Caos liste: non c'è accordo, frenata del Colle, slitta Consiglio dei ministri Il capo dell'esecutivo avrebbe proposto al presidente della Repubblica un decreto

(5 marzo 2010) - Su come risolvere il caos creatosi con la presentazione delle liste in Lazio e in Lombardia non c'è accordo. Il governo e la maggioranza stanno seguendo una strada politica, ma ancora non è chiaro quale sia in modo pratico la via per sbloccare la situazione. Il premier Silvio Berlusconi, nella serata di giovedì, è salito al Colle per incontrare Giorgio Napolitano. Il capo del governo avrebbe proposto al presidente della Repubblica un decreto legge che fissi nuovi termini per la presentazione delle liste in vista della tornata elettorale delle regionali. Ma il Quirinale non sarebbe convinto di percorre questa strada. Il Colle non ha comunque commentato in alcun modo l'incontro al termine del quale era fissato un Consiglio dei ministri che però è saltato all'ultimo minuto. Sceso dal Quirinale Silvio Berlusconi è rientrato a Palazzo Chigi, dove si è svolto un incontro con alcuni degli esponenti del governo.


Appalti, scossa alle indagini: fermo per Piscicelli e Cerruti L'inchiesta riguarda la costruzione della scuola marescialli dei carabinieri

(5 marzo 2010) - Nuove misure cautelari nell'inchiesta sugli appalti della Procura di Firenze, in carcere è finito l'imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli, mentre l'avvocato romano Guido Cerruti è agli arresti domiciliari. L'indagine è quella sui grandi eventi e riguarda la costruzione della scuola marescialli dei carabinieri di Firenze. Sulla stessa vicenda il palazzo di giustizia fiorentino aveva già presentato una richiesta di custodia cautelare il 10 febbraio scorso, in contemporanea a quella che aveva portato in carcere Angelo Balducci, Fabio De Santis, Mauro Della Giovampaola e Diego Anemone. Ma poi ci fu una accelerazione sulle grandi opere del G8 e dei Mondiali di nuoto. Tanto il materiale fornito dalle intercettazioni depositato in tribunale.


In Lazio riammessa la lista Polverini, in Lombardia attacco di Formigoni Mentre il Popolo delle libertà continua a studiare il modo per risolvere l'intricata questione

(5 marzo 2010) - Il listino di Renata Polverini, nella tarda serata di ieri, è stato riammesso alla competizione elettorale in vista delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo. Mentre il Popolo delle libertà continua a studiare il modo per risolvere l'intricata questione che si è venuta a creare nelle regioni del Lazio e della Lombardia. In particolare, nel Lazio, si stanno esaminando, i problemi legati alla riammissione della lista del Pdl nella provincia di Roma. Tutto questo accade mentre in Lombardia il presidente della Regione in carica, e momentaneamente escluso dalle prossime consultazioni, Roberto Formigoni, attacca la Corte di Appello di Milano accusando di "gravissime irregolarità" e annunciando denunce contro ignoti.


Traffico di armi, la protesta di Teheran: una manovra politica Convocato l'ambasciatore italiano, l'Iran chiede il rilascio immediato

(5 marzo 2010) - Una protesta ufficiale è arrivata da Teheran per l'arresto compiuto in Italia di due cittadini iraniani nell'ambito di una inchiesta che ha colpito un presunto traffico di armi. L'Iran ha spiegato di giudicare il fermo di Nejad Hamid Masoumi, 51 anni, giornalista accreditato da anni presso la Sala stampa estera a Roma, e di Ali Damirchiloo, 55 anni, che sarebbe presunto agente segreto iraniano fermato a Torino, come due mosse politiche e per questo ne chiede l'immediato rilascio. Nell'ambito della stessa inchiesta era stato disposto l'arresto anche per cinque cittadini italiani, mentre altri due iraniani da alcuni giorni risultano latitanti. L'ambasciatore italiano a Teheran Alberto Bradanini è stato convocato al ministero degli Eteri iraniano, e il governo gli ha comunicato la protesta ufficiale.


Ratisbona. Vescovo: abusi nel coro diretto dal fratello del Papa Ci sono altri sviluppi in Germania sulle presunte violenze

(5 marzo 2010) - Ci sono altri sviluppi in Germania sui presunti abusi che sarebbero stati compiuti da sacerdoti sui minori. Il vescovo di Ratisbona ha svelato che sarebbero stati commessi abusi anche nell'ambiente del coro di giovani di Ratisbona, che all'epoca dei fatti era diretto da Georg Ratzinger, il fratello di Papa Benedetto XVI. Il vescovo lo scritto in una lettera rivolta ai genitori dei ragazzi e pubblicata sul suo sito web.

Una portavoce del coro ha spiegato invece che i responsabili dei presunti abusi nel coro di Ratisbona, in Baviera, sarebbero due sacerdoti, tutti e due morti nel 1984. Georg Ratzinger ha detto invece di non essere a conoscenza di nessun caso di violenze e ha aggiunto: "Non voglio dire niente su questo tema".

Liberate dal ghiaccio le 50 navi rimaste bloccate sul mar Baltico I rompighiaccio svedesi hanno lavorato intensamente nelle ultime ore

(5 marzo 2010) - Sono state tutte liberate dalla morsa del ghiaccio le oltre 50 navi che erano in navigazione sul Baltico quando mercoledì erano state fermate dalla banchisa che le ha imprigionate. Il traghetto Amorella, con circa mille passeggeri a bordo, ha già raggiunto il porto di Stoccolma. I rompighiaccio svedesi hanno lavorato intensamente nelle ultime ore, a renderlo noto l'autorità marittima svedese con il suo portavoce: "Non ci sono più navi bloccate dal ghiaccio".



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