Stato: Italia
Regione: Lombardia
Provincia: Bergamo
Coordinate: 45°59?20?N 9°37?53?E Coordinate: 45°59?20?N 9°37?53?E
Altitudine: 650 m s.l.m.
Superficie:10,56 km²
Abitanti: 197 dati Istat 1/1/2008
Densità: 18,66 ab./km²
Comuni contigui:
Albaredo per San Marco (SO), Bema (SO), Gerola Alta (SO), Mezzoldo, Olmo al Brembo, Santa Brigida
CAP: 24010
Pref. telefonico:0345
Codice ISTAT:016014
Codice catasto:A511
Nome abitanti: averaresi
Santo patrono: San Pantaleone
Giorno festivo: 27 luglio
Averara è un comune italiano di 197 abitanti[1] della provincia di Bergamo in Lombardia. Il comune è situato in Val Moresca, valle laterale della Val Brembana, circa 33 chilometri a nord-ovest del capoluogo. È percorso dal torrente Mora.
Il territorio, composto da numerosi piccoli nuclei abitativi, è immerso nella natura ed offre un ottimo colpo d'occhio. È quindi possibile svolgere un' innumerevole quantità di escursioni, adatte ad ogni tipo di esigenza.
Nel centro abitato spicca la via porticata, un tempo utilizzata per i commerci, in ottimo stato di conservazione, con stemmi e dipinti risalenti al XV ed al XVI secolo.
Merita inoltre menzione la chiesa parrocchiale, dedicata a San Giacomo, che custodisce opere scultoree di buona fattura. È inoltre presente un organo di produzione della famiglia Serassi.
Molto caratteristiche sono inoltre le piccole chiese di San Pantaleone, risalente al XV secolo, con un campanile a bifore, e quella della Madonna della Neve, in località Valmoresca.
Cenni storici :
La storia di Averara pare abbia antichissime origini, strutturalmente si dice nasca attorno al 917 con il toponimo che riguardava l'intero territorio vallare, cioè la Valle Averara, la Valle Stabina e la Valle Mezzoldo con gli attuali comuni di Averara, Cassiglio, Cusio, Mezzoldo, Olmo al Brembo, Ornica, Santa Brigida e Valtorta. I primi insediamenti umani provenivano dalla vicina Valtellina e fu da sempre un importante territorio di confine. Nel XIV secolo passò spontaneamente dal dominio dei Visconti grande famiglia feudale del milanese, sotto la Repubblica di Venezia e fino all'arrivo di Napoleone, ma fu sempre governata da statuti propri. Prima del 1600 la strada di accesso al territorio brembano era la via dei trafficanti , ossia la "Via Mercatorum" che, attraverso la valle, da Bergamo giungeva al Passo San Marco per poi proseguire in Valtellina, Svizzera ed oltre verso altri stati europei. La "Via Mercatorum" era la strada più antica della Valle Brembana e Seriana, pare esistessero due percorsi, uno basso, il più vecchio che passava per Frerola, Pagliaro e Rigosa ed uno più alto, il più recente, che passava per Aviatico. Questa via che veniva percorsa sia a piedi che a cavallo, giungeva al Cornello del Tasso, dove all'epoca esisteva il più fiorente mercato della Valle. La "Via Mercatorum" era ritenuta un passaggio di grande importanza che facilitava i rapporti commerciali, oltre l'invio di truppe mercenarie indispensabili alla Repubblica Veneta. Attorno la fine del '500 il dominio veneto decise di creare una nuova via ritenuta più idonea per i traffici commerciali, nacque così tra il 1592 ed il 1593 la "Priula", dal nome del suo realizzatore tale Alvise Priuli, importante personalità della nobiltà veneta nonché podestà di Bergamo.Sul tratto di Averara, prima di intraprendere la salita per Valmora, venne edificato nel secolo XVII l'edificio noto come "Dogana Veneta" a Redivo, un'elegante facciata con porticato ad archi e scale lignee esterne, si proseguiva poi risalendo la montagna fino al valico di Cà San Marco con l'omonimo caseggiato, luogo di sosta per dare ospitalità e conforto ai viandanti ed ai loro mezzi. Nel centro di Averara, la "Via Porticata", un camminamento per dare riparo ai viandanti ed ai mercanti, affrescata con stemmi di famiglie notabili del luogo.La Valle Averara, densa di storia è ricca di testimonianze, terra di noti pittori, primi tra tutti i Baschenis. Di notevole pregio la parrocchiale di San Giacomo, nel cui interno vi sono tele ed affreschi del IV e V secolo, la chiesa di San Pantaleone con il campanile del '400 a bifore e la Torre della Sapienza (1405). Averara, posta a circa 650 metri di altezza, oggi è località di villeggiatura,che propone un paesaggio ancora ben conservato ed oculatamente salvaguardato e caratterizzato dal verde dei pascoli e da facili sentieri che invitano alla scoperta delle sue frazioni e delle circostanti vette.