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Appunti di Viaggio

Un viaggio a Ratisbona

La città di Ratisbona (Regensburg) la si può raggiungere prendendo l’autostrada per il Brennero, poi si prosegue per Monaco e da li verso Regensburg, capoluogo dell’Alto Palatinato, posto sul fiume Danubio grande via fluviale che collega i Paesi renani e la Boemia. I primi insediamenti si fanno risalire all’età della pietra, il suo nome deriva da Radasbona di provenienza celtica.La città conta circa 145.000 residenti e si trova alla confluenza del Danubio con il fiume Regen ed ha un antichissimo ponte costruito in pietra risalente al XII secolo.
Il Danubio è il fiume europeo tra le principali vie di comunicazione fluviale e secondo per lunghezza, il suo percorso misura 2860 km, nasce dalla Foresta Nera e termina nel Mar Nero.La bella città è ricca di monumenti e di antiche mura romane, possiede un Duomo datato XIII-XIV secolo costruito in arte gotico-bavarese. Il suo municipio anch’esso datato XIV secolo è circondato da case di costruzione medievale, belle piazze e fontane, la città è considerata tra i centri più importanti della Germania. Passeggiando tra le vie si incontrano caratteristici locali e numerose birrerie, molti i giovani essendo Regensburg sede universitari, oltre che importante centro artistico. Assai ricca di monumenti, dalla sincera ospitalità, la città mette allegria, voglia di passeggiare , divertirsi ed assaporare i suoi umori, la sua tipica cucina un po’ forte e saporita per noi, ma da annaffiare con vari boccali di ottima birra. Regensburg è patria dei nobili Thurn und Taxis, la cui grande tenuta e residenza occupa un notevole spazio a sud del centro stesso, è costruita sopra le fondamenta di un monastero poi ampliato in stile neoclassico, ora è i residenza della principessa Gloria von Schonburg Glauchan, vedova del principe Johannes Thurn und Taxis, già detentore di un impero economico.( Thurn und Taxis famiglia tedesca già fautrice del servizio postale in Europa durante il XII e XIV secolo, d’origine bergamasca ,la famiglia dei Tasso ha tenuto per secoli il monopolio postale.) Tra le curiosità visitate l’Hotel del Palazzo Vescovile, l’Ateneo ed un simpatico ristorante italiano gestito da un bergamasco. (enzo novesi)


Esperienza Mosca (1990)

La capitale della Russia, Mosca, ci accoglie maestosa ed indolente così come pare essere la natura dei suoi abitanti. Si ha subito l’impressione di trovarsi in una grande metropoli, dove ogni quartiere è centro e periferia contemporaneamente. Le strade sono ampie, percorribili anche a sei corsie per carreggiata. Molte delle quali sono sconnesse; vari i lavori in corso, ma spesso l’attività è latente. Vetture e bus, la maggior parte dei quali non si capisce come possano ancora funzionare, caotico ma abbastanza sopportabile il traffico.L’albergo che ci ospita è l’Izmailovo: quattro parallelepipedi capaci di ospitare seimila persone, uno dei più recenti ma privo dei più elementari confort. La hall sembra una stazione ferroviaria; gente che va e viene di tutte le etnie, ma più che altro provenienti dalla varie Repubbliche Sovietiche.Si è un poco decentrati ma vicini ad una stazione del metrò, un metrò orgoglio e vanto di Mosca dalle belle ampie stazioni, molte addirittura artistiche, decorate con marmi, lampadari Liberty, statue e bronzi rievocanti il passato regime. Vi transitano convogli velocissimi con frequenze di alcune manciate di secondi, che scaricano ed inghiottono giornalmente milioni di persone che si lasciano trasportare indifferentemente, senza frenesia. Un mezzo assai utile e conveniente che ci trasporta in pochi minuti nel cuore della grande città di Mosca, verso la Piazza Rossa, il Cremlino e la splendida cattedrale di San Basilio con a lato i famosi magazzini Gum.Qui sulla Piazza si gode una atmosfera diversa, sorvegliati dalle guardie rosse, si vive nell’internazionalità della grande Piazza moscovita. Migliaia di turisti e curiosi si accalcano per assistere al cambio della guardia davanti al Mausoleo di Lenin, circondati da ragazzi che vendono orologi di fabbricazione russa e colbacchi. Mosca, ma specialmente la sua gente, ti accoglie con tanto calore umano e sensibilità. Un battello ci ha portati in gita per oltre un’ora e mezzo di navigazione sulla Moscova, trasportati da un’esperienza simpatica e certamente positiva, questo tutto sommato per chi entra per la prima volta in Unione Sovietica. Tra le curiosità, ho visto mercatini all’aperto con prodotti artigianali a prezzi convenientissimi, la mostra dell’astronautica con lo “sputnik”, alcuni paesi dell’ hinterland le cui chiese ortodosse sono sfarzose, ricche di icone bizantine e monili preziosi. Inoltre code interminabili davanti ai tabaccai, ai negozi di generi vari, code di centinaia di metri per assaggiare un hamburger, per noi inconcepibili, ma pare che alla popolazione russa piaccia fare la coda. La vita nei locali termina alle ore 23, ma prosegue per gli stranieri negli hotel internazionali, ove a suon di dollari trovi tutto quanto da noi è più comune: birra, liquori, sigarette e musica, nonché per chi lo desideri, dolce e giovane compagnia. Enzo Novesi


Avventura America (1992)

New York, chiamata la grande mela, ti accoglie subito con l’immensità dei suoi grattacieli e del suo modo frenetico di vivere. E’ la città più popolosa dell’America settentrionale, sorge alla foce del fiume Hudson e si estende sulle isole di Manhattan, Governor, Welfare, War & Randall, le sue ripartizioni sono formate dai distretti di Manhattan, del Bronx, di Brooklin, di Richmond su Staten Island e Queens su Long Island, sviluppandosi su un’area complessiva di circa 830 kmq. la popolazione è di circa 11 milioni di abitanti. L’immigrazione, in special modo quella italiana ha contribuito fortemente allo sviluppo demografico e produttivo di questa grande metropoli. Il cuore di New York si trova tra la Quinta e Sesta strada, mentre a Nord vi è il Central Park, all’Est l’East River, a Sud Wall Street ed il World Trade Center ed all’Ovest il fiume Hudson oltre il quale si trova il New Jersey. Il fiume Hudson rappresenta la più importante arteria di traffico dalla parte nord-orientale degli Stati Uniti ed il porto di questa città è il più importante del Mondo sull’Oceano Atlantico. Noi siamo stati alloggiati all’hotel N.Y. Hilton sulla Sesta strada, alle nostre spalle al famosa Brodway lunga oltre 25 chilometri, ricca di teatri, bar, eterogenei locali e grandi insegne luminose.Il centro commerciale si trova tra la Quinta e la Sesta Avenue ed è intitolata a Rockfeller, mentre il patrimonio verde di New York consta di ben 117 parchi e giardini, tra i quali il più famoso è senza dubbio il Central Park. New York si trova nell’omonimo Stato, la cui capitale è Albany, qualcuno ha definito questa città l’ombelico del mondo, poiché in essa vi è un concentrato di tutto: grattacieli, i quartieri caratteristici di Chinatown, Little Italy, Harem, Brooklin, Rockfeller Center e Central Park. Caratteristica, forse unica, sono i suoi grattacieli, tra cui l’Empire State Building alto 448 metri ed ancora la Fifth Avenue con i suoi splendidi negozi e circoli famosi. In America si pensa alla grande e così ci si deve comportare viaggiando su sfreccianti taxi e visitando tutto quanto possibile entro spazi di tempo limitati, ma senza dimenticare una cena in un famoso ristorante italiano, noi siamo andati all’ “Asti”. Il locale offre abitualmente ogni sera alla propria clientela uno spettacolo incentrato su brani lirici e romanze interpretate oltre che dal titolare del locale il simpatico Augusto, ottimo baritono, da soprano, tenori, bassi, accompagnati da un maestro al pianoforte. Enzo Novesi


Mar Rosso- Sharm el Sheik, paradiso dei sub e non solo (1999)


Località sul Mar Rosso oggi divenuta di gran moda, situato nella penisola dei Sinai che divide il Golfo di Suez dal Golfo di Aqaba, paradiso dei subacquei, attuale grande centro di importanza turistica che può soddisfare i desideri di una clientela in continua evoluzione. L’aeroporto è di recente costruzione, l’avvicendamento di aerei in arrivo ed in partenza è di circa uno ogni dieci minuti; un gran traffico intenso di turisti, per la gran parte italiani, che viene accolto dall’aria frizzante proveniente dal Mar Rosso e dal sole che non manca quasi mai.Una grande arteria a due corsie nei due sensi di marcia permette di giungere in pochi minuti a Naama Bay, l’ideale località di villeggiatura a circa 10 chilometri dall’aeroporto ed a 7 e chilometri dal capoluogo Sharm el Sheik, ovvero la Baia dello Sceicco, situata sulla parte meridionale del Sinai e dove si incontrano le numerose e bellissime strutture alberghiere dai vari nomi: Sonesta, Moevenpick, Hilton, Fayrouz, Marriott e via dicendo. Proseguendo invece sulla costa nel Golfo di Aqaba si incontrano Dahab ed ancora Nuweiba di fronte all’Arabia Saudita, località assai più adatte a chi predilige paesaggi di carattere naturalistico e meno sofisticati. Naama Bay, assai frequentata in quasi tutti i periodi dell’anno,offre un considerevole numero di attrezzature turistiche con un centro commerciale, negozi bar, discoteche, un Casinò per gli amanti del gioco d’azzardo ed importanti diving-centers per immersioni subacquee. Tra gli itinerari più allettanti certamente primeggia l’escursione al Monastero greco-ortodosso di Santa Caterina a circa 250 chilometri da Naama, che si può effettuare tramite un’organizzazione o privatamente come nel nostro caso, in fuoristrada. Il percorso, tutto asfaltato, arriva fino nei pressi di Dahab e poi si inoltra tra le zone desertiche superando alcuni posti di blocco, fino al Monastero a circa 1550 metri di altitudine, sovrastato dal Monte di Mosè, dove la storia narra che il profeta ricevette le Tavole della Legge. La fortezza di Santa Caterina, voluta da Giustiniano (VI secolo), contiene la chiesa bizantina coni suoi tesori, dipinti ed icone gelosamente custoditi. Nel convento, inibito ai visitatori, si trova una stanza del tesoro, oltre ad una tra le più ricche biblioteche contenente 3500 manoscritti ed incunaboli; all’esterno invece è visibile un piccolo uliveto ed un ossario con numerosi teschi appartenuti ai frati che vissero probabilmente nel Monastero. Unico neo di questo sacro luogo, l’impossibilità di compiere una visita completa ed accurata, in pratica è solamente consentito la visita di una parte della chiesa e di un piccolo tratto del cortile subito dopo l’ingresso. Questo delude assai il visitatore che si è sobbarcato il viaggio di quasi una intera giornata per godere solo in parte la visita di questo,se accompagnati da una guida, vi fosse la possibilità di una completa ricognizione.
Un ulteriore fattore, anche se di secondaria importanza, è di non potere raggiungere l’esterno della fortezza con la vettura con la quale si è arrivati, che purtroppo deve obbligatoriamente rimanere in un parcheggio a oltre un chilometro sottostante, costringendo i visitatori ad una salita sotto il sole, anche se confortati nel tragitto da un’aria assai fine e frizzante. Nonostante quanto sopra, le visite, giustamente reclamizzate, si susseguono sempre numerose con l’arrivo di turisti provenienti da ogni parte del mondo. Terminata la visita poi e rifacendo il percorso a ritroso verso Naama Bay, è d’obbligo fermarsi per scattare qualche fotografia nel deserto del Sinai, abitato ogni tanto da qualche piccola tribù beduina, quindi superati i vari posti di blocco, si rientra nel ridondante mondo compreso nei cinque chilometri di costa da Naama Bay e Sharm el Moya, per riprendere il soggiorno tra le comodità offerte dagli eleganti hotels, particolarità tanto care a noi turisti provenienti dall’Europa.
Enzo Novesi


Un viaggio a Taipey nella Cina nazionalista (1995)

Taipey la capitale dell’ex Isola di Formosa è una grande città con oltre 3 milioni di abitanti nel 1996, percorsa in continuazione nelle sue grandi arterie a più corsie da innumerevoli taxi gialli, autovetture e motorscooter di ogni tipo. La sua popolazione è gente pacifica, cordiale, a volte indifferente ma quasi sempre indaffarata. Chi cerca le antiche tradizioni di questo popolo, ora qui le può trovare nei luoghi di culto, nei piccoli o grandi templi ricchi di decorazioni e statue e di offerte di frutti, fiori ed anche di denaro. Ve ne sono di veramente belli ed interessanti, ricchi di sculture lignee e pregni di odori di incensi, ve ne sono di culto buddista cioè la religione più praticata oppure di culto taoista, forse i templi più ricchi. La vita pulsa nei numerosi mercatini, diurni o meglio ancora serali, tra le pittoresche bancarelle e tra gli odori dei piatti di tradizione locale preparati al momento. Questa grande città ricca di grattacieli e di continue opere in costruzione, vive il ritmo frenetico della grandi metropoli americane, gli operatori economici sono tutti managers, business-man e così via, mentre i militari di guardia ai mausolei o ai palazzi governativi ostentano la rigidità e la destrezza proveniente dalle esperienze dei marines americani. Per le strade, nessuno ti importuna. Non si vedono mendicanti ne venditori occasionali di strada e quando ti soffermi ad ammirare qualche vetrina o negozio, ti senti a tuo agio. Scarse le trattative quando si acquista, ma in certi casi sono buoni i prezzi (alimenti, abbigliamento corrente, fiori). Coinvolgenti le visite, che non devono mancare, ai policromatici mercatini serali ove trovi di tutto un po’, pomate antidolorifiche, souvenir, elettrodomestici, artigianato, piccoli animali vivi, cani, scimmie, serpenti e tanto altro ancora..Dense le bancarelle, assai frequentate dalla popolazione locale, che offrono cibi cinesi a tutte le ore, tra i più svariati aromi o odori, a seconda della soggettiva percettibilità olfattiva. Tipici invece i ristoranti ove si possono gustare prelibatezze non sempre ben accette dai nostri gusti europei, annaffiate da the cinese amaro, birre di produzione locale assai saporite e wisky, serviti su un tavolo che supporta un piano tondo girevole con varietà di salse, intingoli ecc. Una interessante esperienza vissuta in parte presso il Grand Hyatt Hotel di Taipey, una tra le più rinomate strutture alberghiere della città, con all’interno ben 10 ristoranti di varie nazionalità tra cui uno italiano assai apprezzato. Enzo Novesi


Costa d’Avorio. Accra la capitale del Ghana, come l’ho vissuta (1996)

Accra la capitale del Ghana, ti accoglie all’aeroporto di Kotoka con i suoi odori penetranti e col suo umido calore subsahariano che ti avvolgono immediatamente da capo a piedi. Il primo impatto, scesi dall’aereo, è quasi traumatizzante per chi giunge dall’Italia durante un periodo autunnale. Fragranze di spezie, odore di pece posto ad essiccare, miasmi di fogne a cielo aperto, un caldo umido che si attacca addosso come una seconda pelle, il sole quasi sempre velato, i variopinti mercatini con venditori di tutto in ogni angolo di strada, la mitezza e la cordiale spontaneità della gente, la bellezza dei bambini dallo sguardo intenso e profondo, il lento ritmo nell’operare che contrasta con il frenetico rullare dei tamburi, i variopinti abiti delle donne con la loro fiera bellezza ed il sinuoso incedere. Ed ancora l’artigianato con la lavorazione del legno e delle policrome stoffe, le miniere d’oro, la coltivazione del cacao, le lunghe interminabili strade che attraversano aride periferie, le ville residenziali di vecchio stile coloniale, l’Oceano con le sue onde che si frangono sulle bianche spiagge e le barche dei pescatori scavate nei tronchi d’albero. Questa è l’immagine del Ghana che mi è rimasta impressa, un Paese visitato solitamente per scopi commerciali da gente cosmopolita e certamente poco per scopi prettamente turistici quale poteva rappresentare il mio viaggio con altri amici.Una gita a Cape Coast sull’Oceano ed una visita al vecchio fortino del XVIII secolo con la partecipazione alla Santa Messa nel principale Tempio della cittadina. Ho vissuto la funzione religiosa che certo non si identifica con le nostre celebrazioni europee, ma che per la sua suggestività e per la carica emotiva, avvince e coinvolge chi vi partecipa. Musiche sacre, inni religiosi suonati da più bande, coristi in toga e tocco con divise multicolori, che riportano alle immagini che ci propone il cinema americano da anni.Toccante il momento durante il quale hanno voluto conoscere la nostra provenienza, mentre ci è giunto l’invito di cantare sull’altare dove l’esibizione e la partecipazione al loro rito è stata calorosamente applaudita. Il giorno 24 novembre del 1995 ci è stato riservato un posto d’onore per assistere, soli bianchi oltre il nostro ambasciatore, al “50° Anniversario Giubileo d’Oro” al Methodist Park di Adukrom, con la partecipazione dei capi (chiefs) delle locali etnie. Si è così potuto godere della fantasmagorica sfilata di tutti gli chiefs ornati da grossi monili e scettri d’oro trasportati su fantasiose portantine pesantemente addobbate. Molti di loro erano accompagnati nel trasporto da un bimbo,che per la tradizione rappresenta la loro stessa anima e come i vari capi presenti, osannati dalla folla. Una manifestazione particolare, interminabile, che si è tenuta alla presenza di autorità internazionali e dell’allora Capo di Stato del Ghana dr. J. John Rawlings. In serata l’invito alla nostra partecipazione alla cena offerta dall’ ambasciatore italiano dr. Paolo Scarso nella sua residenza, con la presenza della First Lady Nana Koniadu Agymean Rawlings.
Il giorno 26 novembre, una giornata trascorsa al Combonian Center a Sogakope, la Missione di Padre Riccardo, bergamasco di Cisano, sulle rive del fiume Volta, dove lo stesso ha creato un Centro ricovero-ospedale, che può ospitare trentina di degenti, oltre a laboratori artigianali e scuole. Qualcuno del nostro gruppo il giorno seguente ha sopportato uno stressante viaggio per poter visitare le famose miniere aurifere di Obuasi e “toccare con mano” il prezioso metallo appena fuso e trasformato in lingotti. Tutto si è poi così concluso con ovvia soddisfazione di tutti, grazie l’interessamento del gruppo femminile italiano sempreattivo, le cui famiglie hanno interessi economici in loco e del personale femminile dell’Ambasciata d’Italia che con la loro presenza e calorosa accoglienza ci hanno confortati e fatto sentire meno estranei. Enzo Novesi



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